Adagiata sulla valle fluviale del Liri, Sora fu crocevia per gli scambi commerciali delle città limitrofe, testimone delle lotte tra pagani e cristiani, vittima di brigantaggio e di un terribile terremoto che la rase al suolo. Simbolo della sua importanza storica e strategica è la ferrovia Avezzano-Roccasecca, che non solo risolse la necessità di un collegamento ferroviario che unisse la regione Lazio e la regione Abruzzo, ma la rese una città florida e di ricercata bellezza.
La scoperta di questa città comincia attraversando il ponte Napoli, che ci conduce verso il suo centro storico ricco di vicoli e antiche botteghe incastonate nel tessuto urbano. In questa zona, troviamo la prima grande struttura architettonica: l’abbazia di San Domenico. Fondata sulle rovine di una villa di Cicerone e sulla confluenza del fiume Fibreno con il Liri, l’abbazia è stata costruita come testimonianza della conversione e devozione del governatore di Sora e Arpino, diventando simbolo del passaggio dai riti pagani a quelli cristiani. Superando il centro storico e continuando in direzione del colle San Casto, incontriamo il Museo della Media Valle del Liri, che ha sede nel palazzo trecentesco dell’ex Convento dei Minori Conventuali. Il museo si sviluppa seguendo criteri di ordine cronologico, tematico e topografico con l’intento di illustrare la storia della città e del suo territorio. A poca distanza, e inizialmente pensata come architettura al di fuori della cinta muraria, troviamo la cattedrale di Santa Maria Assunta che fu ampliata successivamente con la costruzione di un torrione aragonese e a cui è affiancato il Palazzo Vescovile, considerato uno dei più antichi d’Italia. Da qui raggiungiamo l’edificio dedicato alla santa patrona della città, Santa Restituta, sulla cui facciata è scolpito in latino medioevale e su lastre marmoree il “Privilegio di Carlo II d’Angiò” tramite cui Sora venne assoggettata al regno di Napoli e di Sicilia.
Allontanandosi gradualmente dal centro cittadino incontriamo una meta di cammini silenziosi: il Castello San Casto, posto all’ingresso di Val Roveto e a 500 metri sopra la città di Sora. Il castello è un monumento di notevole importanza culturale e militare che fu eretto con mura poligonali ciclopiche con intento difensivo. Un gigante ancora visitabile e che unisce la bellezza paesaggistica all’imponenza della struttura architettonica.
La ricchezza di Sora non risiede però solo nelle grandiose architetture, nella presenza quieta del fiume Liri e nella rete di vicoli che ne abbelliscono la figura. La cultura sorana, la sua storia e la sua posizione hanno permesso lo sviluppo e lo studio accurato del suo dialetto, la creazione di un patrimonio letterario rilevante, che è simbolo del valore storico-identitario della città e gioiello della memoria locale dei Sorani.
Adagiata sulla valle fluviale del Liri, Sora fu crocevia per gli scambi commerciali delle città limitrofe, testimone delle lotte tra pagani e cristiani, vittima di brigantaggio e di un terribile terremoto che la rase al suolo. Simbolo della sua importanza storica e strategica è la ferrovia Avezzano-Roccasecca, che non solo risolse la necessità di un collegamento ferroviario che unisse la regione Lazio e la regione Abruzzo, ma la rese una città florida e di ricercata bellezza.
La scoperta di questa città comincia attraversando il ponte Napoli, che ci conduce verso il suo centro storico ricco di vicoli e antiche botteghe incastonate nel tessuto urbano. In questa zona, troviamo la prima grande struttura architettonica: l’abbazia di San Domenico. Fondata sulle rovine di una villa di Cicerone e sulla confluenza del fiume Fibreno con il Liri, l’abbazia è stata costruita come testimonianza della conversione e devozione del governatore di Sora e Arpino, diventando simbolo del passaggio dai riti pagani a quelli cristiani.
Superando il centro storico e continuando in direzione del colle San Casto, incontriamo il Museo della Media Valle del Liri, che ha sede nel palazzo trecentesco dell’ex Convento dei Minori Conventuali. Il museo si sviluppa seguendo criteri di ordine cronologico, tematico e topografico con l’intento di illustrare la storia della città e del suo territorio.
A poca distanza, e inizialmente pensata come architettura al di fuori della cinta muraria, troviamo la cattedrale di Santa Maria Assunta che fu ampliata successivamente con la costruzione di un torrione aragonese e a cui è affiancato il Palazzo Vescovile, considerato uno dei più antichi d’Italia.
Da qui raggiungiamo l’edificio dedicato alla santa patrona della città, Santa Restituta, sulla cui facciata è scolpito in latino medioevale e su lastre marmoree il “Privilegio di Carlo II d’Angiò” tramite cui Sora venne assoggettata al regno di Napoli e di Sicilia.
Allontanandosi gradualmente dal centro cittadino incontriamo una meta di cammini silenziosi: il Castello San Casto, posto all’ingresso di Val Roveto e a 500 metri sopra la città di Sora. Il castello è un monumento di notevole importanza culturale e militare che fu eretto con mura poligonali ciclopiche con intento difensivo. Un gigante ancora visitabile e che unisce la bellezza paesaggistica all’imponenza della struttura architettonica.
La ricchezza di Sora non risiede però solo nelle grandiose architetture, nella presenza quieta del fiume Liri e nella rete di vicoli che ne abbelliscono la figura. La cultura sorana, la sua storia e la sua posizione hanno permesso lo sviluppo e lo studio accurato del suo dialetto, la creazione di un patrimonio letterario rilevante, che è simbolo del valore storico-identitario della città e gioiello della memoria locale dei Sorani.
Filiera dei “Borghi Vivi” della DMO Ciociaria-Valle di Comino:
Il programma del FestiVal di Comino sarà organizzato in sette grandi aree tematiche, per offrire un racconto completo e variegato della Valle, valorizzandone identità, storia e potenzialità.
Clicca sulle aree tematiche per scoprire gli eventi in programma.
Il calendario è in continuo aggiornamento con nuove attività: torna spesso per scoprire tutte le novità.
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