“Meta. Una volta. Per Sempre” - Intervista ad Adamo D’Agostino

Intervista al poliedrico Adamo D’Agostino, autore del corto dedicato alla Valle di Comino

“Meta. Una volta. Per Sempre” - Intervista ad Adamo D’Agostino

Intervista al poliedrico Adamo D’Agostino, autore del corto dedicato alla Valle di Comino

Adamo è l’artista poliedrico, la penna irrefrenabile che ha firmato “Meta. Una volta. Per sempre”, il corto dedicato alla Valle di Comino pubblicato di recente sui canali e sul sito della DMO Ciociaria-VALLE DI COMINO

Un progetto ambizioso portato avanti dalla Destination Managament Organization della Valle di Comino, che ha chiesto ad Adamo di prestare il suo talento per raccontare in maniera commovente e delicata la sua stessa terra, come parte della strategia di promozione della destinazione turistica. 

Abbiamo quindi intervistato Adamo per svelare il processo creativo che lo ha portato a immaginare questa bellissima storia che sta riscuotendo un notevole successo e che verrà presentata anche in diversi festival in giro per il mondo.

Nasce a Toronto (Canada) nel 1973. Dopo aver frequentato la prestigiosa Accademia Disney di Milano, entra a far parte dello staff creativo della Walt Disney Company, dove tuttora collabora con la redazione del magazine Topolino e la sezione Disney Giunti editore.

Parallelamente lavora nel settore pubblicitario, alternando il ruolo di copywriter e di art director, prima di coprire incarichi di direttore creativo per diverse aziende tra le quali spiccano i nomi di Ikea, Kellogg’s e Coca-Cola Company. 

Per il settore editoriale, oltre alla pubblicazione di romanzi e graphic novel, collabora come editor, art director e illustratore, in particolare per il settore ragazzi e young adult.

Dal 2010 lavora nel settore cinematografico, inizialmente in ruoli tecnici e organizzativi, per poi passare alla vera e propria fase produttiva di film, serie e documentari.

Nel 2017 firma la sceneggiatura di Quando sarò bambino, film esordio per il cinema, poi distribuito da Amazon Prime Video. 

È docente di Comunicazione Visiva e Scrittura Creativa presso l’Accademia delle Belle Arti di Foggia e la Scuola internazionale di Comics di Napoli. 

Alterna lezioni e workshop sulla scrittura creativa in convegni e Università. Ha ricoperto per alcuni anni il ruolo di direttore dell’Istituto DNA e della Vigamus Academy per il settore videogame.

Nasce a Toronto (Canada) nel 1973. Dopo aver frequentato la prestigiosa Accademia Disney di Milano, entra a far parte dello staff creativo della Walt Disney Company, dove tuttora collabora con la redazione del magazine Topolino e la sezione Disney Giunti editore.

Parallelamente lavora nel settore pubblicitario, alternando il ruolo di copywriter e di art director, prima di coprire incarichi di direttore creativo per diverse aziende tra le quali spiccano i nomi di Ikea, Kellogg’s e Coca-Cola Company. 

Per il settore editoriale, oltre alla pubblicazione di romanzi e graphic novel, collabora come editor, art director e illustratore, in particolare per il settore ragazzi e young adult.

Dal 2010 lavora nel settore cinematografico, inizialmente in ruoli tecnici e organizzativi, per poi passare alla vera e propria fase produttiva di film, serie e documentari.

Nel 2017 firma la sceneggiatura di Quando sarò bambino, film esordio per il cinema, poi distribuito da Amazon Prime Video. 

È docente di Comunicazione Visiva e Scrittura Creativa presso l’Accademia delle Belle Arti di Foggia e la Scuola internazionale di Comics di Napoli. 

Alterna lezioni e workshop sulla scrittura creativa in convegni e Università. Ha ricoperto per alcuni anni il ruolo di direttore dell’Istituto DNA e della Vigamus Academy per il settore videogame.

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Adamo, cosa hai pensato quando la DMO Ciociaria-VALLE DI COMINO ti ha chiesto di ideare un corto che raccontasse il territorio della Valle di Comino, la tua terra?

Innanzitutto, devo dire che la passione del Destination Manager della DMO, Federico Campoli, è molto coinvolgente, però anche il momento è stato propizio. Ero tornato al paesello (Villa Latina, N.d.A) per il fine settimana e stavo passeggiando nel boschetto dietro casa, quando mi contatta la prima volta. È il primo dei tanti scambi tra messaggi e chiamate. Devo confessare che inizialmente ero un po’ riluttante, perché mi sono chiesto se fossi veramente in grado di raccontare la mia valle. C’erano in ballo molte emozioni e troppe paure di sbagliare. Poi, come faccio sempre, ho ascoltato le emozioni... le paure le avrei affrontate poi.

Com'è nata l'idea di "Meta"?

Una buona storia non arriva mai al primo colpo. Ho passato settimane a cercare un’idea, un punto di inizio per la mia storia e alla fine ho trovato un punto di arrivo. Per molti escursionisti che visitano la nostra valle, il nostro monte è una bella sfida. Un percorso da affrontare, una “Meta” da raggiungere, anche più volte. Era tutto lì. Poi, ho trovato anche il miglior modo di raccontarla, attraverso i disegni e le animazioni di Federica Massini.

In pochi minuti hai raccontato una storia di crescita a cui fanno da sfondo le bellezze naturali, storiche e artistiche del territorio. Come sono collegate le due cose?

Quando si racconta una storia, non dobbiamo dimenticarci il dove tutto succede. L’attenzione cade, principalmente, sui protagonisti e siamo curiosi di sapere cosa succederà e il tutto si svolge da qualche parte, ma non sempre il “luogo” è così importante nella storia. In questo caso però, la Valle di Comino non è solo un posto dove succedono cose, solo una cornice. Qui è anche protagonista. La storia si evolve, cresce in un luogo che li rappresenta e si identifica con i protagonisti. Una valle accogliente e amorevole, maestra e amica, ma anche difficile e faticosa. Un posto reale, da vedere e da provare.

Le arti possono svolgere un ruolo importante nella comunicazione di una destinazione, valorizzando ciò che è già presente e aiutando a costruire un nuovo tipo di narrazione e anche di fruizione. Come pensi che raccontare l'unicità della Valle di Comino e della Ciociaria possa aiutare uno sviluppo turistico sostenibile del territorio?

Dietro un palazzo ducale, un monumento o un semplice piatto tradizionale, si nasconde una storia. La sua narrazione è fondamentale per valorizzarlo. La sua storia lo ha portato a essere quel che è. Poi, raccontare è da sempre un momento di aggregazione e spesso di stimolo a scoprirne di più. Non solo come richiamo a visitare la nostra bellissima Valle, ma anche per chi ci vive. Ci rende più uniti e quindi più forti. Il mio invito è quello di cercare e ascoltare i racconti dei nostri nonni, non dimenticarle e farle nostre. E poi trovare il coraggio di crearne di nuove. Così saremo pronti a raccontarle, a chi vorrà venire a sentirle.

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