Canneto, un luogo di fede tra monti e oltre i monti nella Valle di Comino

Uno dei luoghi più suggestivi della Valle di Comino, avvolto da un senso di mistero e religiosità, è il Santuario della Madonna di Canneto, a Settefrati, riconosciuto Basilica Pontificia Minore dal 22 agosto del 2015 e immerso nella natura incontaminata, a quota 1147 s.l.m. nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise. In uno scenario suggestivo, incorniciato dalle alte e verdeggianti montagne, è da tempo un luogo di fede mariana, dove i devoti si recano, da marzo a novembre, a venerare l’antico simulacro della Madonna Bruna, e godere dell’atmosfera di serenità e silenzio interrotto solo dallo sciabordio delle fresche acque del fiume Melfa.

La leggenda

Secondo antiche testimonianze archeologiche, il luogo era dedicato in passato alla dea pagana Mefite, protettrice delle acque, della fertilità e delle donne, nonché intermediaria tra il mondo dei vivi e dei morti. Nel IX secolo, fu costruita una chiesa dedicata a Maria SS.ma di Canneto, legata alla tradizione benedettina con Montecassino e San Vincenzo al Volturno come principali centri di riferimento.

La leggenda vuole che la Madonna apparve a una giovane pastorella di nome Silvana, nella zona di “Capodacqua”, mentre quest’ultima badava al suo gregge: una bianca Signora, avvolta da una raggiante luce, chiese alla piccola di recarsi dall’arciprete di Settefrati e di far costruire una chiesa a lei dedicata in quella Valle, consegnandole anche una lettera e toccando una delle rocce da cui cominciò a sgorgare acqua per abbeverare il gregge.

La fanciulla fece quanto le era stato detto e più tardi, tra quelle acque, venne ritrovata una statuetta di legno raffigurante la Madonna. Gli abitanti di Settefrati accorsi vollero portare in paese la statua che però divenne pesante durante il tragitto: appoggiata su una roccia, la testa della statua lasciò la propria impronta che ancora oggi viene chiamata “Capo della Madonna”.

Come fosse un segno, i portatori chiesero alla Madonna dove volesse essere collocata e rimessa in spalla la statua, tornata leggera, la ricondussero nel luogo dell’apparizione, lo stesso dove oggi sorge il Santuario.

I solenni festeggiamenti

Ogni anno il Santuario diventa il centro della più importante manifestazione religiosa della Valle di Comino e non solo: fortemente sentita da numerosi fedeli, ma anche da turisti di ogni dove,  dal 18 al 22 Agosto numerosi pellegrini, le cosiddette compagnie, si mettono in viaggio di notte e giorno, camminando tra i sentieri per le colline e le montagne, sulle antiche vie e sui tratturi, per raggiungere il Santuario dove rinnovare la loro fede in giornate piene di festa, in un’atmosfera tra sacro e profano, tra inni al suono di zampogne e di fisarmoniche. 

Le compagnie man mano riempiono la piazza davanti il Santuario ma prima di entrare è d’obbligo la tradizionale “santa passata”, ovvero tre giri intorno al santuario al canto dell’inno mariano. C’è poi l’arrivo della “Madonna bianca” da Settefrati, il canto delle Verginelle, la processione eucaristica alle sorgenti del Melfa, con la fiaccolata al calar della sera e l’arrivo e l’addio delle compagnie: ancora oggi uno spettacolo suggestivo ed unico, a cui si unisce l’allegria dei festeggiamenti con stand di prodotti tipici locali, bancarelle e fuochi d’artificio. 

Una curiosità è quella de “La Privilegiata”, così chiamata la Compagnia di Campoli Appenino, che per tradizione è insignita dell’onore di ricondurre la “nuova statua” (la Madonna Bianca) nel suo simulacro a Settefrati.

I solenni festeggiamenti

Ogni anno il Santuario diventa il centro della più importante manifestazione religiosa della Valle di Comino e non solo: fortemente sentita da numerosi fedeli, ma anche da turisti di ogni dove,  dal 18 al 22 Agosto numerosi pellegrini, le cosiddette compagnie, si mettono in viaggio di notte e giorno, camminando tra i sentieri per le colline e le montagne, sulle antiche vie e sui tratturi, per raggiungere il Santuario dove rinnovare la loro fede in giornate piene di festa, in un’atmosfera tra sacro e profano, tra inni al suono di zampogne e di fisarmoniche. 

Le compagnie man mano riempiono la piazza davanti il Santuario ma prima di entrare è d’obbligo la tradizionale “santa passata”, ovvero tre giri intorno al santuario al canto dell’inno mariano. C’è poi l’arrivo della “Madonna bianca” da Settefrati, il canto delle Verginelle, la processione eucaristica alle sorgenti del Melfa, con la fiaccolata al calar della sera e l’arrivo e l’addio delle compagnie: ancora oggi uno spettacolo suggestivo ed unico, a cui si unisce l’allegria dei festeggiamenti con stand di prodotti tipici locali, bancarelle e fuochi d’artificio. 

Una curiosità è quella de “La Privilegiata”, così chiamata la Compagnia di Campoli Appenino, che per tradizione è insignita dell’onore di ricondurre la “nuova statua” (la Madonna Bianca) nel suo simulacro a Settefrati.

La DMO Ciociaria-VALLE DI COMINO, ha intervistato il Presidente della Canneto Society, Tony Malizia, che spiega di quanto sia stato fondamentale e d’aiuto questo legame con la fede e devozione per loro emigrati.

Molti italiani trasferitisi all'estero hanno mantenuto vivo il contatto con la Valle di Comino attraverso la trasmissione di ricette tradizionali o storie che caratterizzano ogni famiglia. Cosa rappresenta la devozione alla Madonna di Canneto in un Paese tanto lontano dall'Italia?

Per noi la fede e la devozione per la Madonna di Canneto sono rimaste vive e ci hanno aiutato a restare uniti, sono un segno di solidarietà e ci incoraggiano a proteggere la nostra cultura e le nostre tradizioni. Inoltre sono qualcosa che noi vogliamo restino vive per poterle tramandare alle nuove generazioni, a coloro che non sono nati in Italia ma che non devono perdere il legame con essa.
C’è un detto che recita “Ama una terra solo chi la nacque”: noi stiamo cercando modi perché si possa dire “Ama una terra anche chi ne discende”.

Chi può, torna in agosto per partecipare ai tradizionali festeggiamenti della Madonna di Canneto, che attirano fedeli da ogni dove da paesi e regioni confinanti. Ma in Canada avete addirittura ricreato la festa per fare in modo che nessuno possa perderla. Come viene organizzata e quale partecipazione vede?

Noi Settefratesi, unitamente ai Valcominesi e ai Ciociari in generale, siamo riusciti a mantenere accesa la fiaccola culturale della nostra terra natia, ricreando Santuari della Madonna di Canneto in varie città e regioni, ma senza mai voler mettere in ombra la nostra amata valle ed il nostro Santuario di Canneto a Settefrati.
Forse questa è una cosa che in Italia non è stata ben compresa, perché il nostro scopo è costruire ponti di amicizia e di cultura per tornare sempre alle nostre radici, potendo però averne anche un pezzettino qui all’estero dove viviamo. Speriamo, anche attraverso organizzazioni come la DMO Ciociaria-VALLE DI COMINO, di raggiungere questo obiettivo e di continuare a lavorare insieme ai singoli paesi perché la Valle di Comino si senta un corpo unico, perché sia unita e pronta a valorizzare sempre di più le proprie bellezze a partire dal nostro carissimo Santuario della Madonna di Canneto e la grande devozione alla Madonna.

Il Santuario della Madonna di Canneto rappresenta un legame indissolubile tra il passato e il presente della Valle di Comino, coinvolgendo fedeli e turisti in una straordinaria esperienza di fede, tradizioni antiche e bellezza naturale. Questa storia di devozione e pellegrinaggio attraversa gli oceani, tenendo unite le comunità di emigrati alla loro terra natia. Il Santuario rimane un faro di fede e un ponte di amicizia tra la Valle di Comino e le terre lontane che ha abbracciato.

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