TIPICITÀ

Pecorino di Picinisco DOP
Pecorino di Picinisco DOP
Pecorino di Picinisco DOP

Il Pecorino di Picinisco è più di un formaggio, è il racconto di un territorio e della sua vocazione alla pastorizia. La denominazione di origine protetta sigilla un procedimento sedimentato in secoli di tradizione; la storicità del Pecorino di Picinisco è testimoniata in una serie di scritti – Castrucci del 1632, la Statistica Murattiana del 1811 – nonché dall’abbondante documentazione d’archivio conservata nel Comune di Picinisco. Per la produzione viene impiegato latte di pecora Sopravissana, Comisana e Massese; è possibile rinvenire quantità minime di latte di capra proveniente da razze autoctone, quali Capra grigia ciociara, Capra bianca monticellana e Capra capestrina, che spesso caratterizzano le greggi locali. Il processo di trasformazione del latte, esclusivamente crudo, avviene rigorosamente a mano e nel rispetto dei tempi della natura.

Il Pecorino di Picinisco DOP è prodotto in due tipologie, lo Scamosciato e lo Stagionato; il primo ha un sapore dolce e gentile, il secondo un sapore intenso e corposo che prosegue verso il piccante con la stagionatura. Entrambi presentano spiccati aromi di pascolo di montagna, che ancora una volta denotano il legame con il territorio: principale fonte di alimentazione dei capi sono infatti i pascoli naturali ricchi di essenze vegetali spontanee tipiche della Valle di Comino, in particolare quelli montani raggiunti con la tradizionale monticazione, ovvero il pascolo degli animali in montagna per ridurre lo stress da calura estiva, elemento storico-culturale insito nelle radici sociali locali e di primaria importanza per le caratteristiche del prodotto. Re della tavola, il Pecorino di Picinisco ha una notevole influenza sulla gastronomia locale ed è protagonista di numerose sagre, feste e manifestazioni popolari che si svolgono su tutto il territorio della Valle di Comino.

Dove trovarlo: Biodistretto “Valle di Comino”

Fagiolo Cannellino di Atina D.O.P.
Fagiolo Cannellino di Atina D.O.P.
Fagiolo Cannellino di Atina D.O.P.

Il Fagiolo Cannellino di Atina D.O.P. è un simbolo della cultura e della tradizione dei territori della Valle di Comino in cui viene coltivato – Atina, da cui prende la denominazione, ma anche Villa Latina, Picinisco, Casalvieri, Casalattico e Gallinaro – per il suo strettissimo legame con l’ambiente, che determina in modo univoco le peculiarità del prodotto, perfettamente distinguibile e inimitabile.

Le qualità del Fagiolo Cannellino di Atina si devono infatti soprattutto alla particolare composizione e struttura del terreno di coltivazione, il cosiddetto “focaleto”, che corre lungo le sponde del fiume Melfa, del torrente Mollarino e dei loro affluenti; il nostro legume presenta così un tegumento sottile, che lo rende l’unico a non necessitare di essere messo a bagno prima della cottura.

Sono inoltre le stesse acque del Melfa, del torrente Mollarino e dei loro affluenti ad irrigare le coltivazioni del Fagiolo Cannellino, che seminato dal 15 giugno al 15 luglio di ogni anno viene poi raccolto tra il 10 settembre e il 30 ottobre e lavorato in loco, poiché non è trattato con alcun tipo di conservante.

Decisivo è infine il fattore umano: storicamente legato alla società locale – testimonianze di Demarco (1811) e Cirelli, “Il Regno delle due Sicilie” (1855-60) – il Fagiolo Cannellino è sempre stato l’alimento principe dei contadini, che lo cucinavano nella caratteristica “pignata” condendolo con un filo d’olio per l’unico pasto di mezzogiorno; oltre ad essere destinato al consumo familiare e alla vendita, veniva spesso anche donato a familiari e conoscenti perché pregiato. Ancora oggi nei territori di produzione il Fagiolo Cannellino viene coltivato con competenza e passione utilizzando tecniche tramandate di padre in figlio, e custodito gelosamente attraverso le generazioni.

Dove trovarlo: Biodistretto “Valle di Comino”

Cabernet di Atina DOC
Cabernet di Atina DOC
Cabernet di Atina DOC

Il vino Atina Cabernet DOC è il più noto dei vini che ricadono nella denominazione di origine controllata «Atina», risultato di una storia vitivinicola millenaria e testimonianza della stretta connessione tra uomo e ambiente.

Il territorio della Valle di Comino è naturalmente votato alla vitivinicoltura di qualità; l’orografia prevalentemente collinare, l’esposizione e la composizione dei terreni, combinate con il clima mite, contribuiscono alla definizione delle qualità peculiari dei vini Atina. È importante altresì il fattore umano, in particolare per la composizione ampelografica – ovvero i vitigni ammessi per la produzione, Cabernet Sauvignon e/o Cabernet Franc in quantità non inferiori all’85% – nonché per le forme di coltivazione e le tecniche di produzione, che sono quelle locali tradizionalmente consolidate.

Sebbene la presenza della viticoltura nella Valle di Comino sia attestata fin da epoca romana, durante i secoli XIX e XX ha vissuto profonde trasformazioni grazie all’opera dell’insigne agronomo atinate Pasquale Visocchi, che introdusse numerose varietà francesi sia a bacca bianca sia a bacca rossa, modificando notevolmente la base ampelografica dell’area. La storia recente è caratterizzata da un’evoluzione positiva della denominazione con l’impianto di nuovi vigneti e la nascita di nuove aziende; una storia che ritroviamo intera in un bicchiere di questo vino di colore rosso più o meno intenso, con una buona struttura e caratterizzato da pienezza di corpo e assenza di ruvidezza, dall’odore fruttato caratteristico del vitigno base e dal sapore armonico, pieno, asciutto.

Consorzio del Cabernet di Atina DOP

Dove trovarlo: Antica Tenuta Palombo, Cantina Cominium, Casale Caira, Masseria Barone, Tenuta Petra Potens

Tartufo di Campoli Appennino
Tartufo di Campoli Appennino
Tartufo di Campoli Appennino

Riconosciuto prodotto tradizionale con decreto ministeriale del 18 luglio 2000, il Tartufo di Campoli Appennino ha una qualità elevatissima, paragonabile a quella dei più noti tartufi del territorio nazionale. Grazie alle caratteristiche naturali dei terreni di questo borgo della Valle di Comino crescono in maniera spontanea le più pregiate specie di tartufo: da ottobre a gennaio si raccolgono sia il Tartufo Nero Pregiato sia il Tartufo Bianco, in primavera il Tartufetto bianco o marzuolo mentre in estate è diffuso il Tartufo Scorzone.

Un prodotto prestigioso, dunque, al quale è profondamente legata la storia e l’economia locale; già dal 1500 i tartufai campolesi rifornivano la Casa Reale di Napoli e il Vaticano, e sono numerose nei secoli successivi le testimonianze di quanto il tartufo di Campoli fosse ricercato per la sua prelibatezza. Un legame indissolubile con il territorio che persiste ancora oggi attraverso la decennale Sagra del Tartufo, che si tiene ogni anno nella seconda e terza domenica di novembre, e i numerosi produttori, che lo fanno conoscere non solo in Italia ma nel resto d’Europa e del mondo rendendolo un vero e proprio simbolo di Campoli Appennino.

Dove trovarlo: Biodistretto “Valle di Comino”

Torrone di Alvito
Torrone di Alvito
Torrone di Alvito

Il torrone di Alvito è il cuore dolce della Valle di Comino, un sapore antico che vanta ben tre secoli di storia: già nel Settecento infatti in questo borgo si produceva un torrone morbido fatto di pasta di mandorle, canditi e glassa bianca come copertura.

Negli anni il torrone, pur rinnovandosi grazie ai maestri pasticcieri di Alvito per incontrare il gusto dei palati moderni, ha mantenuto le caratteristiche che lo distinguono sin dalle origini, ovvero la soffice pasta reale – composto omogeneo di mandorle, zucchero e acqua cotto a bagnomaria, raffinato e tagliato nelle dimensioni volute – e la copertura di cioccolato finissimo, subentrata agli inizi del Novecento.

Da ottobre a dicembre le storiche pasticcerie del borgo riempiono dunque i loro banconi delle ormai numerose varianti del torrone di Alvito – caffè, bergamotto, nocciole del Piemonte IGP, pinoli, pistacchi di Bronte – tuttora realizzato con tecniche manuali gelosamente tramandate di padre in figlio; viene così portata avanti una tradizione nata agli inizi dell’Ottocento, quando i contadini dei paesi limitrofi raggiungevano Alvito nel periodo natalizio per acquistare i torroni da servire in tavola durante le feste.

Legato da sempre alla località in cui è stato creato, il Torrone di Alvito è oggi una specialità che identifica la tradizione gastronomica locale rendendola nota in Italia e nel mondo, tanto da essere inserito nell’elenco nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali.

Dove trovarlo: Biodistretto “Valle di Comino”

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